VOES F.
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Abbiamo avuto il piacere e l'onore di conoscere Nicola anni fà e di poterne diventare ammiratori e fruitori. Abbiamo potuto anche condividere pensieri e idee e convivere in progetti reali di supporto alla sua meravigliosa creazione artistica.
Di Nicola possiamo affermare che è un artista profondamente radicato nella terra di Sardegna e, al tempo stesso, straordinariamente capace di aprire la sua ricerca plastica a tematiche universali.
Nasce a Carbonia, terrà rude e atavica, dalla storia intrisa di sacrificio e rispetto, che ha sicuramente plasmato un carattere serio e concreto. E' ad Olbia però che trasferisce la sua base creativa e fonda il suo laboratorio, qui ha saputo costruire nel tempo un percorso coerente e originale, segnato da un costante dialogo tra materia, memoria e paesaggio.
Le sue opere sono ospitate non solo in importanti istituzioni museali, ma anche in collezioni private nazionali e internazionali, a testimonianza della forza e dell’impatto del suo linguaggio scultoreo.
E' un lavoro che si distingue per l’uso sapiente della ceramica, materia che egli plasma con rigore e poesia, trasformandola in una chiave di lettura del contemporaneo. Le installazioni sono spesso immersive, capaci di generare esperienze emotive e riflessive potenti ed uniche, dove il tempo e lo spazio sembrano sospendersi.
Tra le sue mostre più significative possiamo ricordare "Un Bosco di Alberi Bianchi" (2008), a cura di Cristiana Collu al Museo MAN di Nuoro, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale Un Bosco per Kyoto nel 2015. Questa installazione, oggi parte delle collezioni permanenti del MAN e del EA Museum Martel – PAS di Carbonia, rappresenta uno dei momenti più alti della sua poetica: una foresta di alberi ceramici, essenziali e silenziosi, che evocano una natura ancestrale e al contempo profondamente ferita.
Con "Temporary City" (2018), esposta al Centro d’Arte e Cultura Il Ghetto di Cagliari e poi selezionata per la Biennale della Ceramica al Museo di Cluj in Romania, Filia affronta il tema della precarietà urbana e dell’identità collettiva, dando forma a una città effimera e frammentata, metafora delle fragilità contemporanee.
Nel 2019 partecipa alla mostra collettiva "On Flower Power" presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, sotto la curatela di Martí Guixé, inserendosi in un contesto di rilevanza internazionale.
L' imponente installazione "MEGALòPOLIS" (2019–2020), realizzata site-specific presso il Nuraghe Losa di Abbasanta, è un dialogo intenso tra archeologia e contemporaneità, tra rovine del passato e visioni del futuro. Un'opera capace di fondere storia e attualità in un equilibrio fortemente evocativo.
Negli ultimi anni, Filia ha esplorato anche la dimensione spirituale e simbolica della scultura, con "Via Crucis" (2021) e "In Coena Domini" (2023), lavori intensi, esposti rispettivamente al Museo Diocesano Arborense e allo Spazio Ilisso di Nuoro. Qui, la ceramica diventa linguaggio sacro, meditazione visiva sul dolore, la memoria e la redenzione.
Particolarmente toccante è la realizzazione del Memoriale alle Vittime dell’Alluvione di Olbia (novembre 2023), opera che testimonia il profondo legame dell’artista con la sua comunità e la sua capacità di trasformare la scultura in strumento di testimonianza civile.
Il lavoro di Nicola è dunque un viaggio nella materia e nello spirito, una continua ricerca di senso attraverso l’arte. Il suo studio a Olbia è il cuore pulsante di questa ricerca, mentre la sua Art Gallery a San Pantaleo rappresenta uno spazio aperto di condivisione e incontro dove "ascoltare" attraverso le sue opere una voce limpida e potente che eccheggia nel panorama dell’arte contemporanea italiana, capace di coniugare radici e visioni, silenzio e racconto, fragilità e resistenza.